Mercoledì, 23 Settembre 2015 00:00

Le scritture vegetali di Erminio Annunzi

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Dal 30 SETTEMBRE al 15 OTTOBRE

 

Erbolarium Minimale, le scritture vegetali di Erminio Annunzi

 

Erbolarium-Minimale-3 1999

 
   

Erbolarium Minimale è il personale, infinitesimale atlante botanico di Erminio Annunzi. Una sequenza di tavole in bianco e nero di erbe e fiori, fra catalogazione scientifica e raccolta lirica.

Temi e scelte estetiche già presenti in altri suoi lavori vengono qui portati alle estreme conseguenze. Per prima cosa, l'autore mostra ancora una volta la capacità di “accorgersi” di quanto lo circonda, non importa quanto umile e familiare, quanto... minimo. Non sono mai l'esotico e l'inconsueto ad accendere il senso di meraviglia con cui poi trasfigura l'oggetto della sua attenzione. Neppure una corolla esuberante (e vanitosa?), nessuna specie rara. Potete ritrovare i suoi soggetti in un qualsiasi campo se non già nel cortile di casa.

A questa raccolta sentimentale corrisponde, poi, un linguaggio rarefatto, al contempo materico e metafisico. Tanto la composizione quanto supporto e contrasti della stampa richiamano nell'osservatore l'estetica elegante e minimale (di nuovo!) dell'estremo oriente. Difficile non trovarne l'eco nel senso dello spazio, nella sintesi poetica, nelle continue dissolvenze fra astratto e figurativo e viceversa. Le pennellate liquide di luce che Annunzi distribuisce sapientemente sulla tela del buio ci confondono al punto da non sapere più se quello in cui ci troviamo è territorio di fotografia, pittura o calligrafia.

La stessa etimologia, tanto nota quanto abusata, del termine fotografia - dal greco phôs graphè, scrivere, disegnare se preferite, con la luce - calza a questo ciclo di immagini come a pochi altri. Annunzi scrive la sua elegia vegetale e la dedica alle presenze marginali e domestiche sulle quali si china con la sua Hasselblad a pellicola.

Presenze precarie che ci parlano di un altro fil rouge della sua produzione, il culto radicato per la finitudine: quel non perdere di vista il limite, l'orizzonte del tempo, l'incessante esporsi e sottrarsi della Natura. Il suo è un senso di caducità universale, ma anche un guardare il mondo finendo sempre per riferirlo a se'.

Erminio Annunzi si muove con la massima libertà fra evidenza visiva e l'intangibile punteggiatura del pensiero. Spirito e segno, luce e vuoto.

Arianna De Micheli

  
     

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Letto 5131 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Settembre 2015 14:07
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